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Carissimo Pinocchio
Carissimo Pinocchio, ricordi quand'eri bambino... Io me lo ricordo! Era una delle canzoni che ascoltavo di più da bambino. Avevo una nonna speciale e passavamo, io e mio fratello, molto tempo a casa sua. Qui abitava anche mio zio, scapolo a oltranza, ed erano davvero delle gran belle giornate... ci sapeva fare mio zio con i bambini, mi sono sempre chiesto perchè non avesse avuto figli. Spesso si metteva alla tastiera e cominciava a cantarla e ormai la sapevamo a memoria e facevamo il coro, tutti seduti sul divano arancione dove si sprofondava e a rialzarsi ci voleva un fisico da atleta... mia nonna, infatti, non a caso soprannominata da mio padre rolling nonna, preferiva le sedie del salotto. E' uno dei ricordi più vivi di quelle giornate trascorse in quella fantastica casa di mia nonna, ancora oggi la casa dei miei sogni, ancora oggi tra i più bei ricordi che mi porto dietro di quando ero bambino. Continuo sempre a chiedermi come mai nessuno allora sentì un un brivido correre lungo la schiena, una qualche sorta di campanello di allarme interiore... A pensarci adesso, infatti, dopo tutte la palle che mio zio ci e, soprattutto, mi ha raccontato, era chiarissimo fin da allora che il legame tra mio zio e la canzone discendesse da fortissime e insospettate affinità elettive.
Il Divo
Tanto di cappello a Sorrentino, solo solo perchè ha realizzato un film molto bello e "fresco", davvero originale, un film di quelli che, anche se ne hai sentito parlare in lungo e in largo per intere settimane, anche se conosci quasi a memoria i fatti e i personaggi che si raccontano, riescono ugualmente a sorprenderti alla grandissima, tanto è fortunatamente lontano da come avevi provato ad immaginartelo. E in questi tempi di conformismi e di bui vari, dove tutto è già scritto e guai se provi ad andare per i cazzilli tuoi, è già una signora medaglia. Grande l'interpretazione di Servillo e bella e coinvolgente la colonna sonora. Che si può chiedere di più? Forse che i fatti e i personaggi raccontati fossero solo di fantasia? Troppa grazia! Viva l'Italia.
Senza risposte
15, ancora 15 giorni. Il conto alla rovescia scade esattamente il 30 giugno p.v. e, a meno di miracoli, mi ritroverò con il culo per terra, senza lavoro e, soprattutto, senza soldi... appena 24 ore dopo il mio compleanno. Quale miglior regalo per chi non fa altro che lamentarsi, un giorno sì e l'altro pure, di non sentirsi realizzato professionalmente? Che fai, prima ci sputi e poi piangi? E perchè non ci scrivi un bel pezzo? Dai, non sei tu quello che vuole scrivere? Allora, non rispondi? Non hai niente da dire? Non scrivi?
Chissà...
"Chissà, magari sono riuscito a fare il lavoro che amo grazie a una combinazione astrale.
Non so esattamente perchè a un certo punto le cose siano andate meglio ma ho capito che l'importante è non perdere la speranza.
Mai lasciarsi sconfortare. Bisogna credere nei propri sogni e ricordarsi sempre di essere onesti con se stessi e con gli altri". Caparezza
Quanto mi piacerebbe un giorno poter ripetere queste parole, tutte, parola per parola. Chissà...