Il nostro Obama a Palermo
L’esperienza di Palermo rende terribilemnte oziosa e sterile la domanda se se sia possibile veder nascere in Italia un politico con le caratteristiche del 44° presidente degli Stati Uniti.
Nella cool city, infatti, il nostro Obama l’abbiamo già, e da parecchi anni pure: il nostro caro sindaco Diego Cammarata.
Intanto, la forza di volontà e la capacità di emergere contando solo sulle proprie forze e senza appartenere a nessuna élite, facendo una dura gavetta. Anche il sindaco ridens di Palermo era un emerito signor nessuno quando è stato eletto primo cittadino di una delle più importanti città italiane e ancora oggi, dopo la conferma elettorale per il secondo mandato, fior di analisti e politologi non riescono proprio a spiegarsi questa anomalia tutta panormita.
Poi, l’energia contagiosa che trascina i sostenitori e li galvanizza: ch ha provato brividi ascoltando i discorsi di Obama, il popolarissimo “Yes we can”, versione moderna dell’indimenticato “I have a dream” non potrà non trovare un’autentica sintonia, un feeling, con il marchio di fabbrica di Cammarata, il suo ormai celeberrimo “I have a drink”!
E, ancora, come non accorgersi che non solo Barack from Honolulu ma anche Cammy dalla Zisa è bello, giovane e abbronzato.
Chi prevale, dunque, tra il nuovo Superman a stelle a strisce ed il nostro Robin Hood alla riversa?
Gli allori vanno equamente divisi. Sulla bellezza un salomonico pareggio; e se in giovinezza il caro sindaco tennista è costretto a cedere qualche lunghezza – poco importa, comunque, sport e vita sana gli hanno modellato un corpo da atleta - è nell’abbronzatura che si rifà ampiamente: non c’è partita, Cammarata è nettamente più abbronzato di Obama!








